La cravatta sartoriale: la nostra lavorazione

Cravatta stampata o cravatta jacquard

Nella prima, che è la cravatta classica napoletana,  i motivi vengono impressi sul tessuto di seta bianco tramite il processo di serigrafia. La cravatta jacquard è invece tessuta insieme a fili colorati in relazione al disegno da realizzare.

 

Il taglio

La seta viene stesa sul tavolo di taglio e tagliata. Solo nel caso di merce di un solo colore viene lavorata anche una serie di pezze con l’ausilio di una macchina. Le qualità con motivo invece vengono tagliate a mano una ad una per fornire la giusta posizione del disegno nella cravatta prodotta. La lunghezza e la larghezza dei singoli pezzi vengono determinate grazie all’uso di forme, generalmente trasparenti, in modo che l’operatore sia in grado di orientare in modo ottimale il motivo, in modo che scorra diritto dal nodo alla punta della cravatta.

 

il taglio
il taglio

 

 

 

la cucitura della pala
la cucitura della pala

 

la stiratura della pala
la stiratura della pala

 

L’anima

Il sostegno, ovvero l’interno della cravatta, detto anche anima o triplure,  è costituito generalmente ed in relazione al peso della seta, da due strati rispettivamente di cotone e lana, di cui il primo assicura il fissaggio alla seta ed il secondo la morbidezza del capo. Particolare importanza riveste la giusta forma dell’interno, che deve riempire l’involucro di seta fino all’orlo. Se fosse più  largo rispetto al materiale esterno si formerebbero delle pieghe, mentre se fosse più stretto, scivolerebbe da ogni parte. La bellezza del nodo dipende molto dal particolare anzidetto.

 

l'introduzione dell'anima (triplure) nella pala
l’introduzione dell’anima (triplure) nella pala

 

 

l'imbastitura del codino della cravatta
l’imbastitura del codino della cravatta

 

La fodera

L’estremità della cravatta viene foderata generalmente (eccetto casi particolari in cui la pesantezza del tessuto, in particolare della lana, induce ad optare in compensazione ed a garanzia di una maggiore morbidezza del capo, per un tessuto più leggero) foderata con il medesimo tessuto della cravatta, particolare che accresce la raffinatezza del capo. Parliamo allora di cravatta incappucciata (self-tipping per gli esperti anglosassoni).

La cravatta sfoderata è una cravatta senza fodera, circostanza che la rende particolarmente leggera e adatta soprattutto in estate. Si presta bene a tale tipo di lavorazione la cravatta jacquard (o tinta in filo), più pesante rispetto alla cravatta stampata. Ci sarà quindi una trama ed un ordito che nella sfoderata saranno ben visibili sul retro della pala e del codino, particolare che conferirà indubbia eleganza al capo insieme all’ “orlo a rollino”, cucito a mano.

 

Filo di lavorazione e travetto

La cravatta viene tenuta chiusa da un unico filo continuo di cucitura che parte dal codino della cravatta per arrivare alla pala. Presenta un avanzo di filo lasciato libero che assume l’aspetto di un anello ed è visibile sul retro del codino, seminascosto. Detto scorrevole o anche filo di frizione (in inglese slip-stitch), aiuta la cravatta, che si stende lungo il filo, a riprendere la sua forma dopo l’uso.

Il travetto è la cucitura che unisce i due lembi della pala e del codino. E’ cucito a mano con punto a smerlo. Particolare unico: il colore è abbinato al colore dei motivi della cravatta.

 

i travetti
i travetti

 

 

cucitura del travetto
cucitura del travetto

 

 

la cravatta finita
la cravatta finita

 

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